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La paroisse de Prêchi-Prêcha

Gilles Servat
Language: French


Gilles Servat

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[2020]
Paroles et musique / Testo e musica / Lyrics and music / Sanat ja sävel: Gilles Servat
Album / Albumi: A cordes déployées

pretiped Gilles Servat, come si sa, è uno degli “ospiti” più antichi di questo sito, et pour cause. E’ del ‘45; il primo di febbraio (2025) ha compiuto ottant’anni, e ci eravamo un po’ lasciati senza quasi più voce (l’età è quella che è) e nel suo buen retiro dell’isola di Groix; solo che, nel 2020 del Covid, il nostro bretone pirenaico preferito ha fatto uscire un album di canzoni, intitolato À cordes déployées (qualcosa come “A corde spiegate”), con la voce magicamente ricuperata. Un capolavoro di album dal quale, per tramite di Chants de Lutte (sito di canzoni che non ha mai cessato di essere nostro compagno di strada), riprendiamo questo autentico gioiello di rabbia e d’ironia.

Prêchi-prêcha significa, in francese, “predica, sermone” in senso decisamente spregiativo. E’ il nome che Gilles Servat dà alla “parrocchia” (che abbiamo reso in italiano come “Predica-Bla-Bla”) di questa canzone, la cui storia sembra riprodurre perfettamente l’Irlanda del famoso film Magdalene Sisters (2002) di Peter Mullan. Film che, peraltro, è tutt’altro che frutto di fantasia, visto quel che accadde realmente in Irlanda per una ventina d’anni, tra il 1930 e il 1950). E’ una vicenda, purtroppo, molto nota e non ci soffermiamo oltre. Ma le malefatte della pretaglia non sono certo limitate nelle epoche e nei luoghi, più o meno abilmente coperte da vescovi, arcivescovi e papi; la vicenda di questa canzone può essere considerata universale, cioè “cattolica” (καθολικός). Di preti pedofili e stupratori, e di suorine infernali, non ne sono mai mancati e mancate da nessuna parte del mondo, dalla Bretagna all’Australia, dall’Irlanda alla Toscana. [RV]
Un dimanche que je me reposais
J’ai rêvé que je m’envolais
Sur les ailes d’un ange au frais minois
Jusqu’aux vertes rives de mon île
J’ai atterri sur la place de la ville
Où j’avais passé ma jeunesse
Près d’l’église où je servais la messe
Dans la paroisse de Prêchi-Prêcha

Sur la maison bleue dans la Grand-rue
La croix avait disparu
Aux terrasses des bistrotiers
Filles et gars en bras de chemise
S’bécotaient au lieu d’aller à l’église
Dans la nef y’avait pas un chat
Pas d’grenouilles non plus dans les bénitiers
De la paroisse de Prêchi-Prêcha

Alors je suis allé voir Clémence
Mon premier amour d’enfance
Les pleurs mouillant ses joues fanées
Ell’m’dit : on m’a violée dans un bal
Et pour me punir pendant quatorze années
Chez les sœurs on m’a enfermée
Le prêtre et ses ouailles n’voulaient pas d’scandale
Dans la paroisse de Prêchi-Prêcha

C’est la femme
Qui conduit l’homme au péché
C’est c’qu’on dit dans les évêchés

Y’a deux ans on a su qu’mon violeur
S’était fait violer lui aussi
Par le prêtre dans la sacristie
Cet amateur d’enfants de chœur
En avait déjà violé d’autres ailleurs
L’évêque l’avait changé d’autel
Et lui avait confié les fidèles
De la paroisse de Prêchi-Prêcha

Et l’enfant dont j’ai accouché
Les sœurs me l’ont arraché
Est-il vivant ?
Est-il enterré dans le couvent ?
Était-ce une fille ou un garçon ?
Même ça elles me l’ont caché…

J’me suis réveillé sur mon plumard
Dans mon bled américain
Dans la rue défilaient des braillards
Des gens qui brandissaient la bible
Des gens qui prenaient l’évolution pour cible
Alors j’ai compris qu’mon cauchemar
Ne finirait pas, bien qu’je sois très loin
De la paroisse de Prêchi-Prêcha

Contributed by Riccardo Venturi - 2025/4/3 - 11:12



Language: Italian

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 3-4-2025 11:19

La parrocchia di Predica-Bla-Bla

Una domenica che stavo in panciolle
Ho sognato di levarmi in volo
Sulle ali d’un angelo dal visino fresco
Fino alle verdi rive della mia isola.
Sono atterrato in piazza del paese
Dove avevo passato la mia giovinezza
Vicino alla chiesa dove servivo messa
Nella parrocchia di Predica-Bla-Bla.

Sulla casa azzurra della via principale
La croce era scomparsa
E sui terrazzini dei bar
Ragazze e ragazzi in maniche di camicia
Si sbaciucchiavano invece d’andare in chiesa,
E nella navata non c’era manco un cane,
E manco ranocchi nell’acquasantiera
Della parrocchia di Predica-Bla-Bla.

Allora sono andato a trovare Clémence,
Il mio primo amore di ragazzino,
Il pianto le bagna le guance avvizzite
E mi dice: Mi hanno stuprata a un ballo.
E per punirmi, mi hanno rinchiusa
Dalle suore per quattordici anni,
Il prete e il suo gregge non volevano scandali
Nella parrocchia di Predica-Bla-Bla.

Perché è la donna
Che conduce l’uomo al peccato,
E’ quel che si dice nelle curie

Due anni fa s’è saputo che pure
Il mio stupratore s’è fatto stuprare
Dal parroco in sagrestia,
Quell’amante di chierichetti
Del resto ne aveva già stuprati altri.
Il vescovo gli aveva cambiato altare
E gli aveva affidato i fedeli
Della parrocchia di Predica-Bla-Bla.

E il bambino che ho partorito
Le suore me lo han portato via,
Sarà ancora vivo?
O sarà sottoterra nel convento?
Sarà stata una bimba, o un bambino?
Mi hanno nascosto anche quello…

Mi sono svegliato nel mio letto
Nel mio paesino americano,
Per strada sfilava gente che sbraitava
E che brandiva la bibbia
Prendendo di mira l’evoluzione
E allora ho capito che il mio incubo
Non sarebbe finito, anche se sono lontanissimo
Dalla parrocchia di Predica-Bla-Bla.

2025/4/3 - 11:22




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