Tu sei morto stamattina
nella stiva, caricando
delle casse su una nave.
I compagni di lavoro
t’hanno preso fra le braccia
con il cranio fracassato.
Han gridato senza lacrime:
Bergonier Andrea, prete!
Ripeterono il tuo nome
lungo il porto e nelle strade
le sirene e i fumaioli
le campane ed i gabbiani
e sull’onde incatramate
corse il grido senza fine:
il fratello è stato ucciso,
Bergonier Andrea, prete!
Il Maestro aveva detto
che i violenti sanno prendere
con la forza il regno eterno.
Sulla croce Pietro e Andrea
e frumento secco Ignazio
e Cecilia dolce e casta;
e fra mille e mille e mille
Bergonier Andrea, prete!
La violenza oggi è stoltezza
e sapienza l’accettare
questo mondo che si sazia
della carne del fratello
nel Viet-Nam e a San Domingo,
in Rhodesia e nell’Angola.
Tu fratello «No!» dicesti,
Bergonier Andrea, prete!
Diventasti come loro,
fatto simile al Maestro
che dall’alto aveva detto:
tutto a me trarrò d’intorno,
prostitute senza nome,
pubblicani senza patria.
E con loro tu, splendente,
Bergonier Andrea, prete!
nella stiva, caricando
delle casse su una nave.
I compagni di lavoro
t’hanno preso fra le braccia
con il cranio fracassato.
Han gridato senza lacrime:
Bergonier Andrea, prete!
Ripeterono il tuo nome
lungo il porto e nelle strade
le sirene e i fumaioli
le campane ed i gabbiani
e sull’onde incatramate
corse il grido senza fine:
il fratello è stato ucciso,
Bergonier Andrea, prete!
Il Maestro aveva detto
che i violenti sanno prendere
con la forza il regno eterno.
Sulla croce Pietro e Andrea
e frumento secco Ignazio
e Cecilia dolce e casta;
e fra mille e mille e mille
Bergonier Andrea, prete!
La violenza oggi è stoltezza
e sapienza l’accettare
questo mondo che si sazia
della carne del fratello
nel Viet-Nam e a San Domingo,
in Rhodesia e nell’Angola.
Tu fratello «No!» dicesti,
Bergonier Andrea, prete!
Diventasti come loro,
fatto simile al Maestro
che dall’alto aveva detto:
tutto a me trarrò d’intorno,
prostitute senza nome,
pubblicani senza patria.
E con loro tu, splendente,
Bergonier Andrea, prete!
Contributed by Riccardo Venturi - 2019/8/27 - 17:38
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Parole e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Fra' Galdino (Luisito Bianchi)
Voce e chitarra / Voice and guitar / Voix et guitare / Ääni ja kitara: Giorgio Pazzini
Album / Albumi: Fra' Galdino racconta e canta
"Andrea Bergonier era un giovanissimo prete che lavorava nel porto di Marsiglia. Un giorno del febbraio 1966, mentre scaricava delle casse, ebbe il cranio fracassato. La notizia della sua morte si confuse fra quelle che quotidianamente i giornali ci danno di lavoratori morti per incidenti di lavoro. Una notizia come tante altre alle quali, ormai, la nostra buona coscienza ha fatto il callo. Ricordandoti, fratello nostro Andrea, vogliamo ricordare tutti i lavoratori che perdono la vita mentre stanno guadagnando il pane per la testimonianza che non potrà essere cancellata; vogliamo ricordare a noi stessi, spesse volte piccoli borghesi in cerca di commozione sulla pelle altrui, che «essere come loro» comporta semplicemente «essere come loro». Grazie, fratello Andrea, per avercelo insegnato con la tua morte. Te lo diciamo con la stessa voce e gli stessi sentimenti dei tuoi compagni di lavoro." - orasesta.it
Dopo quaranta anni i motivi ispiratori del gruppo sono quanto mai attuali all’inizio di un millennio in cui le tante ombre sono però illuminate dalla speranza cristiana. Gli “Amici dell’Abbazia di Viboldone” in occasione degli ottanta anni di fra’ Galdino, autore delle canzoni, hanno deciso di rieditare la produzione musicale del gruppo, piccolo contributo nel testimoniare la fede nella pace fondata sulla giustizia."
Con una tale premessa, il gruppo affronta nelle sue canzoni sia argomenti e problematiche interne al mondo cattolico, sia, più in generale, i temi politici di maggiore attualità: i preti operai e il fariseismo di certi ambienti cattolici, il razzismo e il malgoverno democristiano, la guerra in Vietnam e l'ingiustizia dei rapporti che regolano il commercio internazionale. Le parole vengono sorrette da uno stile musicale molto vario, a volte vicino alla tradizione melodica o a quella gregoriana, ma più spesso ispirato alla musica da cabaret, che in quegli anni ha tra i suoi interpreti principali il gruppo milanese dei Gufi.
I testi degli Ora Sesta, letti oggi, appaiono come una singolare miscela di temi datati e ormai storicizzabili e di felici intuizioni ancora oggi di sconcertante attualità.”
Stefano Pivato, Bella ciao – Canto e politica nella storia d'Italia, Gius. Laterza & Figli, 2005, pp. 237-239
Senza siepi
Angelo Balzarini, minatore
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Popolo e potere